giovedì 21 marzo 2019

La guerra degli U-Boot.


La guerra degli U-Boot.
Per contrastare la potentissima flotta britannica, nelle due guerre mondiali la Germania mise a punto una strategia marittima fondata su battelli invisibili e micidiali: gli U-Boot.

Prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]


L'U-Boot U-9
Gli U-Boot U-52 e U-35
Nel maggio del 1915, l'U-20 (U-Boot Tipo U 19) tedesco affondò il transatlantico RMS Lusitania. Delle 1.345 vittime, 127 erano civili americani, tra i quali un noto produttore teatrale e un membro della famiglia Vanderbilt. L'evento fece rivolgere l'opinione pubblica americana contro la Germania e fu uno dei fattori principali dell'entrata in guerra degli Stati Uniti a fianco degli Alleati durante la prima guerra mondiale.

Alla base del concetto e dell’impiego del sommergibile c’è un’idea tanto semplice e antichissima: è meglio colpire il nemico non visti. Tra tutte le strategie che si possono attuare per nascondere un’arma al nemico, in mare la migliore è quella di muoversi sotto la superficie dell’acqua, dov’è quasi impossibili essere visti.
Il principio in base al quale un corpo va a fondo o galleggia era già noto ad Aristotele ed Archimede; ma è dal Seicento che ci si cominciarono ad applicare per costruire piccole imbarcazioni in grado di aspirare al proprio interno una quantità d’acqua sufficiente ad aumentarne il peso fino a farle scendere verso il fondo in modo controllato. Con tutte le migliorie tecniche del caso, il semplice principio idromeccanico di riempire alcune parti del sottomarino d’acqua per farlo andare in profondità e svuotarle per riportarlo in superficie rimane invariato ancora oggi, perciò si può dire che la tecnologia del sottomarino sia piuttosto antica.

CACCIA INDISCRIMINATA. Altrettanto antica è la scoperta delle prime tecniche per rendere i materiali impenetrabili dall’acqua, ma a partire dalla realizzazione dei primi scafi interamente metallici fu evidente che consentire a un equipaggio di sopravvivere dentro una nave che si comporta come un contenitore sigillato era un processo complesso, e rendeva altrettanto difficile l’uso di un motore a combustione interna. Soggiacendo a queste limitazioni, fino ai tempi della Prima guerra mondiale si costruirono solo piccoli sommergibili operanti con un equipaggio limitato e sotto costa, ovvero capaci di sorprendere un nemico in avvicinamento al porto e respingerlo, ma non di cacciare le sue navi in alto mare.
Durante la Prima guerra mondiale, i principali contendenti del conflitto sul mare erano il Regno Unito, la nazione dotata della migliore Marina al mondo, e la Germania, la cui attività sui mari era strettamente collegata allo spazio ristretto di quel braccio di Mare del Nord che la separava proprio dal nemico britannico. Nell’agosto 1914 la Marina imperiale tedesca lanciò la prima campagna di pattugliamenti offensivi sottomarini, finalizzati a colpire le unità maggiori della marina inglese per ridurre la superiorità. Alla prima missione i dieci sottomarini salpati dall’Helgoland poterono solo lanciare qualche siluro a vuoto in direzione della corazzata Monarch, ma già alcune settimane dopo colarono a picco cinque incrociatori britannici. Alla fine della campagna, il bilancio era di 8 costosissime navi affondate al costo di 5 sottomarini perduti. I vascelli subacquei tedeschi venivano chiamati U-Boot, abbreviazione di Unterseeboot, “battello sottomarino”: un nome che tutto il mondo iniziò a conoscere fin troppo bene. L’anno dopo però, nell’evidenza che la fine del conflitto sarebbe stata lontana, l’ammiragliato tedesco emanò l’ordine di guerra navale sottomarina incondizionata: i sommergibili, avrebbero attaccato senza preavviso qualsiasi nave che si fosse avvicinata alle loro acque, comprese quelle delle nazioni neutrali. lo scopo per scoraggiare i Paesi che non erano scesi in guerra dal portare rifornimenti in Inghilterra, quasi del tutto dipendente dalle importazioni. Da allora, una ventina di sommergibili dislocati nel porto belga occupato di Ostenda,  attaccarono con tale frequenza da affondare in media 100mila tonnellate di stazza lorda al mese, corrispondenti a quasi due navi al giorno.


U-Boot della prima guerra mondiale
classi di U-Boot della War Ensign of Germany (1903-1918).svg Kaiserliche Marinedella prima guerra mondiale
ClasseAnnoNumeroNote
U 119061
U 219061
U-Boot Tipo U 319072
U-Boot Tipo U 519084
U-Boot Tipo U 919084
U-Boot Tipo U 1319093
SM U 1619091
U-Boot Tipo U 1719102
U-Boot Tipo U 1919104
U-Boot Tipo U 2319114
U-Boot Tipo U 2719124
U-Boot Tipo U 31191211
U-Boot Tipo U 4319148
U-Boot Tipo U 5119146
U-Boot Tipo U 5719146
U-Boot Tipo U 6319153
U-Boot Tipo U 6619135
U-Boot Tipo U 8119156
U-Boot Tipo U 8719156
U-Boot Tipo U 93191522
U-Boot Tipo U 11519160
U-Boot Tipo U 12719160
U-Boot Tipo U 13919163
U-Boot Tipo U 14219161
U-Boot Tipo U 15119167
U-Boot Tipo UA19121
U-Boot Tipo UB I191417
U-Boot Tipo UB II191530
U-Boot Tipo UB III191695
U-Boot Tipo UC I191415
U-Boot Tipo UC II191564
U-Boot Tipo UC III191616
U-Boot Tipo UD 119180
U-Boot Tipo UE I191510
U-Boot Tipo UE II19169
U-Boot Tipo UF19180
U-Boot della War flag of Austria-Hungary (1915-1918).svg imperiale e regia Marina della prima guerra mondiale
U-BootTipo/ClasseNote
SM U-1U-Boot Tipo 1Scrapped 1920
SM U-2U-Boot Tipo 1Scrapped 1920
SM U-3U-Boot Tipo 3Sunk 13 August 1915
SM U-4U-Boot Tipo 3Scrapped 1920
SM U-5U-Boot Tipo 5Scrapped 1920
SM U-6U-Boot Tipo 5Scuttled 13 May 1916
SM U-10U-Boot Tipo 10Mined 9 July 1918; scrapped 1918; the former German SM UB-1
SM U-11U-Boot Tipo 10Scrapped 1920, he former German SM UB-15
SM U-12U-Boot Tipo 5Sunk 12 August 1916; raised and scrapped end of 1916
SM U-14U-Boot Tipo 14Returned to France, 1919; scrapped 1929; captured French submarine Curie (Q 87)
SM U-15U-Boot Tipo 10Scrapped 1920
SM U-16U-Boot Tipo 10Sunk
SM U-17U-Boot Tipo 10Scrapped 1920
SM U-20U-Boot Tipo 20Sunk; wreck raised in 1962; conning tower on display in Vienna
SM U-21U-Boot Tipo 20Scrapped 1920
SM U-22U-Boot Tipo 20Scrapped 1920
SM U-23U-Boot Tipo 20Sunk 21 February 1918
SM U-27U-Boot Tipo 27Scrapped 1920
SM U-28U-Boot Tipo 27Scrapped 1920
SM U-29U-Boot Tipo 27Scrapped 1920
SM U-30U-Boot Tipo 27Went missing after 31 March 1917
SM U-31U-Boot Tipo 27Scrapped 1920
SM U-32U-Boot Tipo 27Scrapped 1920
SM U-40U-Boot Tipo 27Scrapped 1920
SM U-41U-Boot Tipo 27Scrapped 1920
SM U-43U-Boot Tipo 43Scrapped 1920, the former German SM UB-43
SM U-47U-Boot Tipo 43Scrapped 1920, the former German SM UB-47


CONVOGLI PER DIFENDERSI. Gli affondamenti coinvolsero in più occasioni navi provenienti dall’America, che presto dichiarò guerra alla Germania. L’episodio ritenuto scatenante fu l’affondamento del transatlantico del Luisitania da parte del sommergibile U 20, il 7 maggio 1915, che costò la vita a 1198 persone; ma nelle settimane precedenti erano colate a picco anche altre navi statunitensi, tra le quali una in missione umanitaria. Durante il  secondo anno di guerra, le operazioni sottomarine tedesche si ampliarono fino a coinvolgere anche lo stretto dei Dardanelli e il Mediterraneo; tra il mar Egeo e le coste turche, gli inglesi persero due corazzate antiquate, la Triumph e la Majestic. Alla fine dell’anno, nel Mediterraneo erano affondate 73741 tonnellate di naviglio, corrispondenti a 17 navi.
L’anno 1916, il terzo di guerra, si concluse con 1045058 tonnellate affondate, pari a 415 navi, in tutti i teatri di guerra (tra questi natanti, 34 erano colati a picco in acque baltiche, altri addirittura nel lontano Mar Nero).
Al quarto anno di guerra, un nuovo ammiraglio al comando della Marina imperiale germanica, von Holtzendorff, stabilì che il blocco dei rifornimenti all’Inghilterra avrebbe portato a una rapida fine del conflitto se si fosse raggiunto il ritmo di 600 mila tonnellate di rifornimenti affondanti al mese. In quell’anno furono distrutte 20 navi al largo delle coste settentrionali tedesche, 23 al largo delle Fiandre, altre 23 nel Mediterraneo, 10 nel Baltico e 3 a Costantinopoli, presso l’alleata Turchia. Le altre nazioni reagirono organizzando i rifornimenti per l’Inghilterra in lunghi convogli transatlantici che viaggiavano con molti mercantili scortati da navi da guerra. Questo sistema fu efficace, ma nel 1918 le perdite furono ancora alte. Fu solo con l’introduzione della sorveglianza aerea e dei più sofisticati sistemi d’individuazione acustica da parte della Royal Navy che i risultati poterono essere capovolti e la guerra terminò con la sconfitta della Germania.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]


L'U-Boot U-36
L'U-Boot U-37
L'U-Boot U-52
L'U-Boot U-100
L'U-Boot U-234
L'U-Boot U-534
L'U-Boot U-995
L'U-Boot U-995
BETASOM, una delle 5 basi di U-Boot in Francia durante la IIGM
Durante la seconda guerra mondiale, gli attacchi degli U-Boot furono la componente principale della Battaglia dell'Atlantico Nord orientale, che durò fino al termine della guerra. Durante le prime fasi della guerra e subito dopo l'ingresso degli Stati Uniti, gli U-Boot furono estremamente efficaci nella distruzione dei mercantili alleati. Le migliorie nella tattica dei convogli, il sonar, le bombe di profondità, la decifrazione del Codice Enigma usato dai tedeschi e il raggio d'azione degli aerei di scorta servirono a volgere la sorte contro gli U-Boot. Alla fine la flotta degli U-Boot soffrì perdite estremamente pesanti, perdendo 789 unità (più 3 sommergibili inglesi catturati) su 1 157 (di cui 25 alleate catturate) e circa 30 000 marinai su un totale di 50 000. Inoltre la Germania possedeva 700 piccolissimi sommergibili. Va ricordato l'aiuto dei sommergibili italiani, che aiutarono con 32 unità e 109 navi affondate l'alleato tedesco. Gli U-Boot tedeschi e i sommergibili giapponesi e italiani affondarono in tutto 2828 navi alleate, per un totale di circa 15 milioni di tonnellate. Tra il 1939 e il 1942 gli U-Boot affondarono pressoché indisturbati varie navi da carico transitanti lungo la West Coast americana, causando ingenti danni. Quando gli inglesi trovarono il modo di decifrare Enigma e gli alleati riuscirono a prevedere anche i movimenti degli U-Boot, i tedeschi non interruppero il loro impiego in Atlantico. Durante la seconda guerra mondiale, la Kriegsmarine (la Marina Militare Tedesca) produsse diversi tipi di U-Boot, man mano che la tecnologia migliorav


Origini.
Per convenzione si attribuisce l’idea di attaccare il nemico sott’acqua ad Alessandro Magno, che durante l’assedio di Tiro, nel 332 a.C., avrebbe fatto costruire un dispositivo d’immersione basato sulle ricerche di Aristotele: una botte zavorrata che veniva calata da una nave. Nella storia che sfuma nella leggenda, fu Alessandro in persona a collaudarla. Non si trattava però di un mezzo mobile, piuttosto era simile a una campana da immersione.
In tempi meno remoti, tra il Quattro e il Cinquecento, Leonardo da Vinci progettò un sottomarino a pedale, che propose alla Repubblica di Venezia per scopi bellici. Tuttavia, il primo utilizzo militare vero e proprio di un sottomarino si fa risalire alla guerra di Secessione americana, quando l’inventore David Bushnell costruì un sommergibile monoposto in legno, spinto da eliche a manovella, e dotato di un serbatoio di zavorra sul fondo. Con quest’imbarcazione, chiamata Turtle (tartaruga), si tentò di affondare la nave HMS Eagle nel porto di New York. La missione aveva lo scopo di attaccare un ordigno esplosivo sotto lo scafo: l’avvicinamento riuscì, ma il sabotaggio no.
Il micidiale siluro.
La storia del sottomarino va di pari passo con quella del siluro, vale a dire il proiettile navale a propulsione autonoma in grado di colpire sotto la superficie dell’acqua. I primi ordigni antinave erano trainati o privi di spinta. L’invenzione della torpedine moderna si deve a Robert Whitehead, un ingegnere britannico che operava nella città di Fiume. Tra il 1866 (anno in cui il progetto del siluro attirò l’interesse della Marina Austroungarica) e il 1870, l’ingegnere inglese, con l’aiuto dell’italiano Giovanni Luppis, costruì un ordigno lungo 3,3 m, del diametro di 35,5 cm. Era dotato di una carica esplosiva da 18,1 kg e di un motore in grado di raggiungere i 7 nodi, con raggio d’azione di 640 m. L’elemento maggiormente innovativo del siluro era il fatto che era stabilizzato da un dispositivo idrostatico, per mantenere stabile la profondità, e da  un giroscopio  che ne assicurava la rotta. In poco tempo, il siluro fu richiesto da tutte le Marine del mondo.
   
ARRIVANO I “LUPI GRIGI”. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale, la Kriegsmarine germanica si era riarmata in segreto dopo le pesanti sanzioni cui era stata sottoposta al termine del conflitto precedente, ma non era ancora in grado di contrastare la potenza della Royal Navy britannica. Perciò affidò nuovamente la sua strategia all’attacco incondizionato ai rifornimenti, in cui adesso impiegava anche le grandi unità di superficie accanto a U-Boot di nuova concezione.
All’inizio delle operazioni nell’Atlantico, la Kriegsmarine poteva contare soltanto su 28 sommergibili oceanici. Eppure, la guerra sottomarina era cominciato con un risultato memorabile: il 14 ottobre 1939, il sottomarino U 47, agli ordini del tenente di vascello Gunther Prien, si introdusse nella base della Royal Navy di Scapa Flow, nelle Orcadi scozzesi, e affondò con due siluri la corazzata Royal Oak. Il successo di questa missione e di quella successiva, il cui il 19 maggio 1940 l’U 37 riuscì ad affondare 9 navi per 41mila tonnellate, diede inizio all’operazione più propagandata della guerra sottomarina. 11 sommergibili, battezzati dalla stampa tedesca i “lupi grigi”, salparono per altrettanti missioni individuali (erano troppo pochi per operare efficacemente in squadra) allo scopo di far strage degli Alleati che viaggiavano tra i porti dell’Atlantico quasi senza scorta. Il mese di giugno 1940 si concluse con un bilancio drammatico per la Marina britannica militare e mercantile: 355mila tonnellate di navi perdute in attacchi di sommergibili. L’occupazione del versante settentrionale della Francia offrì alla Marina tedesca l’opportunità di operare da più parti e il numero dei sommergibili raddoppiò: la tattica di caccia uno schema nel quale l’unità che avvistava il convoglio prima di attaccare segnalava la posizione alle altre, poi si metteva per l’ a distanza, mentre gli altri sottomarini convergevano per l’agguato finale.
A settembre 1940, il convoglio SC 2 fu la prima vittima di questo metodo e subì l’attacco dei sommergibili U 65, U 47, U28 e U99. A ottobre, nell’effettuazione di tre convogli, affondarono 42 navi. I risultati erano così lusinghieri che l’ammiraglio tedesco Karl Donitz incominciò a vagheggiare d’impiegare tutta l’industria tedesca per portare il numero di sommergibili in servizio a 100 unità, al ritmo di 29 al mese, ma il meglio che riuscì ad ottenere fu una produzione di 6 sommergibili mensili, con l’ambizione di aumentare addirittura a 9 entro la fine del 1940.

Classi di U-Boot tedeschi[modifica | modifica wikitesto]


Classi di U-Boot della War ensign of Germany (1938–1945).svg Kriegsmarine della seconda guerra mondiale
ClasseTipoAnnoNumeroNote
U-Boot Tipo IU-Boot Tipo IA19342
U-Boot Tipo IIU-Boot Tipo IIA19356
U-Boot Tipo IIB193420
U-Boot Tipo IIC19378
U-Boot Tipo IID193916
U-Boot Tipo VU-Boot Tipo V19401Questo U-boot è anche conosciuto come V-80 (AIP).
U-Boot Tipo VIIU-Boot Tipo VIIA193510
U-Boot Tipo VIIB193624
U-Boot Tipo VIIC1938568
U-Boot Tipo VIIC/41194191
U-Boot Tipo VIIC/4219420
U-Boot Tipo VIID19406Progettato per essere utilizzato come posamine.
U-Boot Tipo VIIF19414Progettato per essere utilizzato come trasporto siluro.
U-Boot Tipo IXU-Boot Tipo IX19368
U-Boot Tipo IXB193714
U-Boot Tipo IXC193954
U-Boot Tipo IXC/40194087
U-Boot Tipo IXD119402[2]Progettato per missioni a largo raggio.
U-Boot Tipo IXD2194028
U-Boot Tipo IXD/4219422[3] (+ 4 cancellati)Non è mai entrato in servizio nella Seconda Guerra Mondiale.
U-Boot Tipo XU-Boot Tipo XB19398Progettato per essere utilizzato come posamine.
U-Boot Tipo XIU-Boot Tipo XI19370Non ordinato.
U-Boot Tipo XIVU-Boot Tipo XIV194010Concepito per risolvere il problema del rifornimento degli U-Boot in alto mare.
U-Boot Tipo XVIIU-Boot Tipo XVIIA19424
U-Boot Tipo XVIIB19433
U-Boot Tipo XVIIIU-Boot Tipo XVIII19430Prototipi; non divennero mai operativi.
U-Boot Tipo XXIU-Boot Tipo XXI1943118
U-Boot Tipo XXIIIU-Boot Tipo XXIII194361
Naval Ensign of Japan.svg Marina imperiale giapponese
Sommergibili della Kriegsmarine catturati dai giapponesi dopo la resa tedesca ed entrati in servizio nella Marina imperiale giapponese :

Flottiglie di U-Boot tedeschi[modifica | modifica wikitesto]

Flottiglie di U-Boot della War ensign of Germany (1938–1945).svg Kriegsmarine della seconda guerra mondiale
NomeTipoBase
1. UnterseebootsflottilleCombattimentoFrancia Brest
2. UnterseebootsflottilleCombattimentoFrancia Lorient
3. UnterseebootsflottilleCombattimentoFrancia La Rochelle
4. UnterseebootsflottilleAddestramentoGermania Stettino
5. UnterseebootsflottilleAddestramentoGermania Kiel
6. UnterseebootsflottilleCombattimentoFrancia Saint-Nazaire
7. UnterseebootsflottilleCombattimentoFrancia Saint-Nazaire
8. UnterseebootsflottilleAddestramentoFlag of the Free City of Danzig.svg Danzica
9. UnterseebootsflottilleCombattimentoFrancia Brest
10. UnterseebootsflottilleCombattimentoFrancia Lorient
11. UnterseebootsflottilleCombattimentoNorvegia Bergen
12. UnterseebootsflottilleCombattimentoFrancia Bordeaux
13. UnterseebootsflottilleCombattimentoNorvegia Trondheim
14. UnterseebootsflottilleCombattimentoNorvegia Narvik
18. UnterseebootsflottilleAddestramentoPolonia Hel
19. UnterseebootsflottilleAddestramentoGermania Pillau
20. UnterseebootsflottilleAddestramentoGermania Pillau
21. UnterseebootsflottilleAddestramentoGermania Pillau
22. UnterseebootsflottilleAddestramentoPolonia Gotenhafen
23. UnterseebootsflottilleCombattimento/AddestramentoGrecia Salamina / Flag of the Free City of Danzig.svg Danzica
24. UnterseebootsflottilleAddestramentoGermania Memel
25. UnterseebootsflottilleAddestramentoLettonia Libau
26. UnterseebootsflottilleAddestramentoGermania Pillau
27. UnterseebootsflottilleAddestramentoPolonia Gotenhafen
29. UnterseebootsflottilleCombattimentoItalia La Spezia
30. UnterseebootsflottilleCombattimentoRomania Costanza
31. UnterseebootsflottilleAddestramentoGermania Amburgo
32. UnterseebootsflottilleAddestramentoGermania Königsberg
33. UnterseebootsflottilleCombattimentoGermania Flensburgo


L’ASCOLTO SOTTACQUA. L’8 marzo 1941, la Kriegsmarine subì la perdita dell’U 47 comandato dal leggendario Prien, affondato dal cacciatorpediniere HMS Wolverine. La Royal Navy, a fronte del disastro di così tanti mercantili perduti, era corsa ai ripari, collaudando e mettendo in servizio dispositivi sempre nuovi di intercettazione acustica (i sonar) e cominciarono ad abbinare il loro uso con i radar di superficie. I britannici aumentarono subito dopo anche la sorveglianza aerea delle coste, impiegando, a fianco degli idrovolanti Sunderland, anche i Lockheed Hudson e i Consolidate PBY Catalina di fornitura americana, che permisero pattugliamenti e azioni antisommergibile sempre più efficaci. Inoltre, le scorte ai convogli divennero più numerose e fitte. L’ammiragliato tedesco decise allora di muovere i gruppi di sottomarini ancor più a occidente , per cercare di colpire i convogli prima che questi si unissero alle navi di scorta.
La nuova strategia pagò quando, all’inizio di aprile del 1941, un gruppo di otto U-Boot disposti in linea di pattugliamento individuò il convoglio SC 26 senza protezione: ben 10 navi vennero colate a picco. Il successivo e più determinante cambiamento nell’equilibrio di forze si ebbe dopo l’attacco dei giapponesi contro Pearl Harbour e l’ingresso in guerra degli Stati Uniti. A gennaio 1942, la Germania schierava 91 sommergibili operativi, ma solo 5 concentrarono il loro sforzo contro i convogli che salvano dall’America, affondando senza troppa resistenza un buon numero di bastimenti, soprattutto navi cisterna, il solo U 123, in poche notti, affondò ben 9 navi per un totale di 35mila tonnellate. La Marina americana era stata colta completamente impreparata, nonostante gli avvertimenti britannici. Nell’Atlantico settentrionale, la Germania aveva migliorato la sua capacità operativa impiegando 40 o 50 sottomarini alla volta, ma gli Alleati avevano iniziato a circondare ciascun convoglio con almeno cinque cacciatorpediniere o corvette dotati di radar avanzati e di nuovi sistemi per lanciare con precisione le cariche di profondità: in più, i mercantili potevano contare sulla protezione dei nuovi bombardieri a lungo raggio B-24 Liberator.
L’utilizzo da parte degli Alleati, di nuovi apparecchiature e di tattiche più aggressive mise in crisi i tedeschi: nel maggio 1943, le perdite di U-Boot erano più che raddoppiate, raggiungendo il 30% dei sommergibili in attività.

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U-Boot Tipo VII (dati relaviti alla variante VIIC)
U 570.jpg
Lo U-Boot di Tipo VIIC U-570 in navigazione
Descrizione generale
War ensign of Germany (1938–1945).svg
Tiposommergibile
CantiereKielAmburgoDanzicaFlensburg
Varoa partire dal 1938 (U-69)
Caratteristiche generali
Dislocamento
  • in emersione: 769 t
  • in immersione: 871 t
Lunghezza67,1 m
Larghezza6,2 m
Altezza9,6 m
Pescaggio4,74 m
Profondità operativa
  • 150 m
  • di implosione: 220 m
Propulsionemotori:
potenza massima:
  • 3200 cv in emersione (Motore Diesel)
  • 750 cv in immersione (Motore Elettrico)
Velocità
  • emersione: 17,7 nodi(33 km/h)
  • Autonomia
    Equipaggio44-52 uomini
    Armamento
    Artiglieria
    Siluri
    Altro26 mine antinave TMA
    dati forniti da uboat.net
    voci di classi di sommergibili presenti su Wikipedia
    Lo U-Boot Tipo VII è stata una classe di sommergibile oceanico tedesco, attivo tra la seconda metà degli anni trenta e la fine della seconda guerra mondiale.
    Si tratta di un battello di dimensioni relativamente ridotte, caratterizzato da una ottima manovrabilità e da una buona rapidità di immersione.
    Il progetto del Tipo VII fu scelto scartando lo studio del precedente Tipo I-A, ciò soprattutto per la mole inferiore che permetteva la produzione di più U-Boot all'interno dei limiti di dislocamento imposti dal Trattato di Pace firmato dalla Germania alla fine della Prima Guerra Mondiale. Il progetto del tipo VII formò la spina dorsale della Flotta U-Boot con più di 700 sommergibili di tutti i sottotipi completati, rendendolo di gran lunga il Tipo di U-Boot prodotto nel maggior numero.
    Un U-Boot Tipo VII C/41
    La Regia Marina italiana doveva essere fornita di 9 di questi battelli (U-428, U-746, U-747, U-429, U-748, U-430, U-749, U-1161 e U-750, ribattezzati nell'ordine da S1 a S9) che avrebbero composto la Classe S in cambio di 9 battelli italiani stanziati a BETASOM (da riconvertire al trasporto di metalli rari e prodotti preziosi per l'industria bellica da e per l'Estremo Oriente), ma l'Armistizio di Cassibile causò l'annullamento della consegna.

    IL RIMEDIO VIENE DALL’ARIA. L’ultima mossa contro i “lupi grigi” fu l’introduzione nei gruppi di scorta dell’unità navale di superficie più determinante dell’intero conflitto: la portaerei. Dall’estate del 1943 la caccia indiscriminata degli U-Boot ai convogli dovette essere sospesa, mentre i bombardamenti aerei alleati sul territorio germanico cominciarono a infliggere seri danni alla produzione di nuovi sommergibili.
    Durante i cinque anni e mezzo di guerra, i tedeschi avevano costruito ben 1157 U-Boot: di tutta questa flotta erano andati perduti 784 sommergibili, compresi 3 catturati. La maggior parte di quelli affondati in mare, 500 su 632, fu distrutta dai britannici o da forze al loro comando. Di contro, i sommergibili tedeschi affondarono 2840 navi per un totale di circa 15 milioni di tonnellate, più 175 unità da guerra, in massima parte britanniche.
    Qualcuno ha detto che se il sogno di Donitz di disporre di 100 sottomarini operativi simultaneamente si fosse avverato, la Germania avrebbe assunto il controllo dell’Inghilterra, riducendola alla fame. Tuttavia, la produzione industriale tedesca non era all’altezza di questa richiesta, sia per le sue limitazioni intrinseche, sia per lo sforzo di condurre una guerra che impegnava tanti mezzi su tanti fronti: contemporaneamente ai nuovi sottomarini, si producevano grandi navi di superficie, aerei, mezzi di trasporto e carri armati, e si addestravano equipaggi per operare sui diversi fronti. L’invasione dell’Inghilterra venne continuamente rimandata da Hitler fino al giorno in cui la Germania non avrebbe neutralizzato la Raf e la Royal Navy, ma quel giorno non arrivò mai. In un certo senso, la fine del conflitto in Europa fu decisa anche da questo: ogni nazione coinvolta sopportò un enorme sforzo in fatto di risorse industriali, ,alimentari e umane, e l’unica a essere piegata completamente fu la Germania , che aveva rischiato il tutto per tutto, confidando di terminare il conflitto nei tempi più brevi.

    Articolo in gran parte di Alessio Sgarlato pubblicato su Conoscere la Storia del n. 49 sprea editori, altri immagini e foto da wikipedia.  

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