sabato 1 settembre 2018

Nelson Mandela

Nelson Mandela è stato l’icona della lotta non violenta all’apartheid in Sudafrica. E con lui è finito il…
Razzismo di Stato.
È il 18 luglio 1918: la Prima guerra mondiale sta per finire quando in un piccolo villaggio della regione sudafricana del Transkei, a circa 900 chilometri da Johannesburg, nasce un bimbo destinato a cambiare la storia del Sudafrica e a ispirare il mondo intero: Nelson Mandela. Il suo nome resterò per sempre legato alla lotta contro l’apartheid, la politica di segregazione razziale istituita dai boeri, i coloni bianchi di origine olandese che relegarono la maggioranza non bianca della popolazione (africani, asiatici, meticci) i margini della vita del Paese.


                                                           la liberazione di Nelson Mandela

RISERVE INDIGENE. La brutale ideologia razzista che innescò l’apartheid (letteralmente: separazione) alla fine del XIX secolo fu dettata prevalentemente da motivazioni economiche: proprio in quel periodo si scoprì infatti che il Sudafrica era ricco di giacimenti diamantiferi, e che le sue colline contenevano la maggior concentrazione d’oro al mondo. Ma per estrarre i minerali a costi competitivi erano necessari investimenti enormi e una grande quantità di manodopera a buon mercato. Detto fatto. Nel 1911 venne varata la prima legge segregazionista che proibì alle maestranze di colore l’impiego in lavori specializzati. Due anni più tardi, con l’approvazione del Native Land Act, il 93% del territorio del Paese venne riservato alla minoranza bianca, mentre i neri furono destinati alle cosiddette riserve indigene: aree marginali e prive di risorse che li costrinsero ad accettare le condizioni di lavoro discriminatorie offerte dai bianchi. Nonostante le mobilitazioni della comunità indiana – sotto la guida di un giovane Gandhi – e di quella nera, che dette vita a un movimento per i diritti civili (l’African National Congress, ANC), negli anni successivi il sistema segregazionista venne rafforzato. Fu vietato ai neri di accedere alle aree dei bianchi e dichiarati illegali i matrimoni misti. Inizialmente l’Anc credette di poter negoziare con il governo, ma si sbagliava. Tutte le speranze si rivelarono vane di fronte all’emergere di un nazionalismo boero che fece del razzismo la bandiera per la conquista del potere

Il Congresso Nazionale Africano (African National CongressANC) è il più importante partito politico sudafricano, fondato nell'epoca della lotta all'apartheid e rimasto ininterrottamente al governo del paese dalla caduta di tale regime, avvenuta nel 1994, a oggi.
Francobollo sovietico del 1982 che celebra il 70º anniversario della fondazione dell'ANC


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Nelson Mandela.



QUANTO SEI BIANCO? In poco tempo furono varate una serie di leggi che formalizzarono la netta distinzione tra i bianchi e i neri. Le città furono suddivise in zone destinate ai diversi gruppi razziali. I neri dovevano usare passaporti interni per muoversi nelle zone dei bianchi ed erano costretti ad esibirli alle autorità, se non volevano incorrere all’arresto immediato. Gli africani di colore furono inoltre privati di ogni diritto politico e civile e costretti a frequentare scuole agricole speciali, dove le materie tradizionali erano state abolite. Ispirandosi ai metodi usati dai nazisti per censire gli ebrei tedeschi, fu inoltre imposto a ciascun cittadino di dichiarare la propria appartenenza razziale. Per essere riconosciuti come bianchi bisognava dimostrare che entrambi i propri genitori lo erano. In caso di dubbio – ad esempio se un meticcio cercava di farsi passare per bianco – si procedeva a indagini e interrogatori, infine si ricorreva a un assurdo test che prevedeva di mettere una matita tra i capelli: se veniva trattenuta dai ricci e non cadeva, la persona non era considerata di razza bianca.

Per la verità e la riconciliazione.
La transizione pacifica del regime dell’apartheid alla democrazia è stato definito un miracolo sudafricano. Il merito fu dello stesso Nelson Mandela, che nei suoi anni da presidente favorì la nascita della Commissione per la verità e la riconciliazione presieduta dall’arcivescovo anglicano Desmond Tutu. L’obiettivo dell’organismo – che si insediò nel 1996 – era di fare luce sulle violazioni dei diritti umani commesse durante l’apartheid attraverso un modello di giustizia inedito, fondato sull’ascolto di migliaia di vittime e sulla concessione dell’amnistia ai carnefici, condizionata però a una piena trasparenza sui crimini compiuti.
PERDONO. Nel 1998 la Commissione concluse i lavori e nella sua relazione finale mise in luce non solo i crimini perpetrati dal regime, ma anche quelli di cui si erano resi protagonisti gli attivisti e i gruppi anti-apartheid. La proposta di un’amnistia globale venne infine respinta ma fu avviata la valutazione di settemila richieste di perdono. Il pentimento degli assassini aprì la strada a un futuro di pace nel Paese.

Il disegno segregazionista fu ultimato sul finire degli Anni ’50, quando il nuovo primo ministro Hendrik Verwoerd fece trasferire con la forza circa 3,5 milioni di neri nei cosiddetti bantustan, zone tribali dalle condizioni di vita spaventose. Il Sudafrica era ormai uno stato di polizia, dove le forze dell’ordine agivano al di sopra delle leggi e dei tribunali.

Il termine bantustan si riferisce ai territori del Sudafrica e della Namibia assegnati alle etnie nere dal governo sudafricano nell'epoca dell'apartheid.

Mappa delle homeland nere nel Sudafrica del 1986


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Daniel François Malan (Riebeeck West22 maggio 1874 – Stellenbosch7 febbraio 1959) è stato un politico sudafricanoPrimo ministro del Sudafrica dal 1948 al 1954.
È ricordato soprattutto come difensore a oltranza del nazionalismo afrikaner e per aver dato inizio al regime segregazionista dell'apartheid.
« L'apartheid non è quella caricatura sotto la quale lo si rappresenta. Ma al contrario, esso significa per i non-Bianchi una ampia indipendenza, poiché abitua a contare su loro stessi e a sviluppare la loro dignità personale. L'apartheid offre loro, allo stesso tempo, una maggiore possibilità di svilupparsi liberamente, conformemente al loro carattere e alle loro capacità [...] Per le due razze, ciò significa mutue relazioni pacifiche e la cooperazione in vista della prosperità comune. Il governo si impegnerà, con risolutezza e determinazione, a portare alla realizzazione di questo felice stato di cose. »
(Daniel François Malan, durante un comizio radiofonico del giugno 1948.)
DESTRA AL VERTICE. Dopo aver fomentato per anni le paure della minoranza bianca di fronte alla lotta politica e sindacale degli africani, nel 1948 l’Afrikaner National Party, partito nazionalista di destra fondato da Daniel François Malan (1874-1959), andò al potere e vi restò per ben 46 anni.
Durante il suo governo vennero gettate le basi della legislazione segregazionista e l’apartheid prese definitivamente forma con l’entrata in vigore di una serie di leggi che negavano qualsiasi diritto politico, sociale ed economico ai neri. “La discriminazione razziale in sé non era niente di nuovo ma la novità consistette nella tenacia e nell’organicità del sistema istituzionale e legislativo che rese il Sudafrica l’unico Paese al mondo in cui la discriminazione razziale era giuridicamente eretta a perno centrale”, spiega Chiara Robertazzi, pioniera degli studi sul Sudafrica in Italia. Eppure inizialmente i nazionalisti cercarono di edulcorare la realtà proponendo l’apartheid come un rapporto di buon vicinato tra bianchi e neri, un modo insomma per risolvere i rapporti di convivenza fra le varie etnie. Ma la realtà fu ben diversa: si trattò di una vera espropriazione indebita compiuta da cinque milioni di bianchi ai danni di venticinque milioni di neri, che vennero privati di terre, istruzione e libertà.  

Una vita in lotta.
Rolihlahla (questo il suo nome di battesimo) Nelson Mandela, undicesimo figlio di un importante capo tribù locale discendente della famiglia reale dei Thembu, nacque nella regione del Transkei il 18 luglio 1918. Trascorse i primi anni della sua infanzia in una capanna con i muridi fango e il tetto di erba. Dal padre – che morì quando lui aveva solo nove anni – ereditò ostinazione, orgoglio e senso della giustizia. Nel 1940 venne espulso dall’università per aver guidato una manifestazione studentesca. Iniziò così a lavorare come guardiano alle miniere d’oro di Johannesburg. Quattro anni dopo fondò la Lega giovanile dell’African National Congress, insieme a Walter Sisulu e Oliver Tambo. Completati gli studi di legge aprì un ufficio legale che offriva assistenza gratuita ai neri perseguitati dall’apartheid.
IN PRIMA LINEA. La politica iniziò a giocare un ruolo sempre più importante: intraprese campagne non violente di disobbedienza civile, organizzò scioperi, marce di protesta e manifestazioni. Con l’impegno civile cominciarono anche le persecuzioni: venne arrestato più volte, messo al bando e costretto a lunghi periodi di confino.
ERGASTOLO. Nel 1964, al termine del processo di Rivonia che vide alla sbarra decine di attivisti anti-apartheid, fu giudicato colpevole di sabotaggio e condannato a scontare l’ergastolo nel carcere di massima sicurezza di Robben Island. Aveva 26 anni: resterà recluso per altri 27 diventando il più famoso prigioniero politico del ‘900. Quando uscì, nel 1990., era diventato un uomo capace di cambiare per sempre il suo Paese rinunciando all’uso della violenza. Con autorevolezza riuscì a tenere a freno la rabbia popolare ed evitò che il Paese scivolasse nella guerra civile. Nel 1993 fu insignito del premio Nobel per la pace e, nel 1994, fu elettro presidente del Sudafrica. Cinque anni dopo si ritirò ufficialmente dalla vita pubblica ma proseguì ancora a lungo il suo impegno umanitario. È morto a Johannesburg il 5 dicembre 2013.

LA CARTA DELLA LIBERTA’. La statura di leader anti-apartheid di Nelson Mandela emerse con forza nella campagna di resistenza organizzata dall’African Nazional Congress nel 1952 e nell’assemblea popolare che si svolse tre anni dopo e culminò nell’adozione della Carta della Libertà. Contrariamente a quanto sostenevano le autorità di Pretoria, quel documento conteneva un programma d’intenti moderato: non mirava a rovesciare il governo in carica per sostituirlo con uno Stato comunista, né proponeva di abolire le classi o la proprietà privata. Eppure nella sua semplicità era rivoluzionario: puntava a un sistema basato sulla giustizia che avrebbe quindi distrutto le fondamenta dell’apartheid. “Più di tremila delegati sfidarono le intimidazioni della polizia per riunirsi e approvare il documento finale. Vennero in auto, in pullman, sui camion e a piedi. Per quanto la stragrande maggioranza dei delegati fosse nera, c’erano più di trecento indiani , duecento meticci e un centinaio di bianchi. L’adunata era impressionante, sia per la quantità di gente che per la disciplina”, racconta Mandela nella sua autobiografia. La risposa del regime non si fece attendere.

il testo della carta della libertà:

« Noi, il popolo del Sudafrica, dichiariamo, perché l’intera nazione ed il mondo sappiano:
che il Sudafrica appartiene a tutti coloro che ci vivono, bianchi e neri, e che nessun governo può a giusto titolo vantare alcuna autorità se questa non si basa sulla volontà di tutto il popolo;
che il nostro popolo è stato defraudato del diritto, acquisito per nascita, alla terra, alla libertà ed alla pace da una forma di governo basata sull’ingiustizia e l’ineguaglianza;
che il nostro Paese non sarà mai prospero né libero finché tutta la nostra gente non vivrà nel segno della fratellanza, non godrà degli stessi diritti e di pari opportunità;
che soltanto uno Stato democratico, fondato sulla volontà dell’intera popolazione, può garantire a tutti il rispetto dei diritti di nascita senza alcuna distinzione di colore, razza, sesso o credo;
Quindi, noi, il popolo del Sudafrica, bianchi e neri insieme eguali, compatrioti e fratelli, approviamo la presente Carta delle Libertà;
E ci impegniamo a lottare insieme, senza lesinare né forza né coraggio, finché non avremo ottenuto i cambiamenti democratici sanciti dal presente documento.
Il Popolo governerà!
Ogni uomo e donna avrà il diritto di voto e di candidarsi per entrare a far parte di tutti gli organi preposti a legiferare;
Tutti avranno il diritto di entrare a far parte dell’Amministrazione del Paese;
Tutti godranno degli stessi diritti, indipendentemente dalla razza, dal colore e dal sesso di ciascuno;
Tutti gli organi governati da una minoranza, gli organi consultivi, i consigli e gli enti dovranno essere sostituiti da organi democratici di autogoverno.
Tutte le categorie nazionali godranno degli stessi diritti!
Godranno di uno status paritetico negli organi statali, dinanzi ai tribunali e nelle scuole i cittadini appartenenti a tutti i gruppi e di tutte le razze;
Tutti avranno pari diritto di utilizzare la propria lingua e sviluppare tradizioni e cultura popolari propri;
Tutte le categorie di cittadini saranno tutelate per legge da qualsiasi oltraggio alla razza ed all’orgoglio nazionale;
L’istigazione e la pratica di nazionalismo, di discriminazioni e del disprezzo basati sulla razza e sul colore della pelle costituiranno un reato sanzionabile;
Tutte le leggi e le prassi segregazioniste verranno abbandonate.
Il Popolo condividerà la ricchezza del Paese!
La ricchezza nazionale del nostro paese, il patrimonio dei sudafricani, verranno restituiti al popolo;
La proprietà delle ricchezze minerali del sottosuolo, delle banche e dei monopoli industriali verrà trasferita al popolo tutto;
Tutte le altre attività industriali e commerciali saranno controllate in modo che contribuiscano al benessere della popolazione;
Tutto il popolo godrà di pari diritti a svolgere attività commerciali ove preferisca, a produrre e condurre qualsiasi attività economica, artigiana e svolgere qualsiasi professione.
La terra sarà condivisa da coloro i quali la lavorano!
Verranno eliminati qualsiasi limitazione o vincolo di matrice razziale legati alla proprietà della terra e questa verrà ridistribuita a tutti quelli che la lavorano, al fine di eliminare carestia e fame;
Lo Stato fornirà assistenza ai contadini con l’attrezzatura, le sementi, i trattori ed i bacini artificiali ai fini del recupero dei terreni e dell’assistenza ai coltivatori;
A tutti coloro i quali lavorano la terra verrà garantita libertà di circolazione;
Tutti avranno diritto ad occupare la terra ovunque lo scelgano;
Il popolo non dovrà essere derubato del proprio bestiame e verranno aboliti il lavoro coatto e le prigioni adibite a fabbriche.
Tutti saranno uguali dinanzi alla legge!
Nessuno potrà essere detenuto, deportato o costretto senza un giusto processo; nessuno potrà essere condannato per ordine di un ufficiale governativo;
I tribunali saranno rappresentativi di tutti il popolo;
La detenzione sarà prevista per i soli reati gravi contro la persona e dovrà essere volta alla rieducazione, non mirare alla vendetta;
Gli organi di polizia e l’esercito saranno accessibili a tutti su uguali basi e saranno coloro che aiuteranno e proteggeranno il popolo;
Tutte le leggi discriminanti in base alla razza, al colore della pelle o al credo verranno abrogate.
Tutti godranno degli stessi diritti dell’uomo!
La legge garantirà a tutti il diritto alla libertà di espressione, di organizzazione, di adunanza, di pubblicazione, di esprimersi, di culto e di educare i propri figli;
La privacy della casa verrà protetta per legge dai raid della polizia;
Tutti saranno liberi di spostarsi senza limitazioni dalla campagna ai centri urbani, di provincia in provincia, e dal Sudafrica all’estero;
Le leggi sui lasciapassare, sui permessi e tutte le altre leggi che restringono queste libertà saranno abolite.
Vi saranno lavoro e sicurezza!
Tutti i lavoratori saranno liberi di creare sindacati, eleggere i propri rappresentanti e firmare accordi salariali con i propri datori di lavoro;
Lo Stato dovrà riconoscere a tutti il diritto e il dovere al lavoro e prevedere sussidi di disoccupazione;
Uomini e donne di tutte le razze riceveranno pari remunerazione per uguale lavoro;
Vi saranno una settimana lavorativa di 24 ore, un salario minimo nazionale, ferie e giorni di malattia retribuiti ogni anno per tutti i lavoratori, nonché congedi per maternità con piena retribuzione per tutte le mamme lavoratrici;
I minatori, i collaboratori domestici, i contadini e gli impiegati statali avranno eguali diritti, così come tutti gli altri lavoratori;
Il lavoro minorile, compound labour, il “tot system” ed i contratti di manodopera temporanea verranno aboliti.
Le porte dell’apprendimento e della cultura saranno aperte!
Lo Stato dovrà scoprire, sviluppare e incoraggiare l’espressione del talento nazionale ai fini della valorizzazione della nostra vita culturale;
Tutti i tesori culturali dell’umanità saranno accessibili a tutti, con il libero scambio di testi, di idee e contatti con altre terre;
Lo scopo dell’istruzione sarà quello di insegnare ai giovani ad amare la propria gente e la propria cultura, ad onorare la fratellanza umana, la libertà e la pace;
L’istruzione sarà gratuita, obbligatoria, universale ed uguale per tutti i bambini; l’istruzione superiore e la formazione tecnica saranno accessibili a tutti grazie a sussidi statali e borse di studio concesse sulla base del merito;
L’analfabetismo degli adulti verrà eliminato grazie ad un piano d’istruzione statale di massa;
Gli insegnanti godranno degli stessi diritti degli altri cittadini;
La colour bar nella vita culturale, nello sport e nell’istruzione sarà eliminata.
Vi saranno case, sicurezza e serenità!
Tutti avranno il diritto di vivere dove desiderano, di avere un alloggio decente e far crescere la propria famiglia nella serenità e nella sicurezza;
Gli alloggi inutilizzati verranno resi disponibili al popolo;
Affitti e prezzi saranno abbassati, vi sarà cibo e nessuno patirà la fame;
Lo Stato attuerà un programma di prevenzione sanitaria;
Tutti beneficeranno di cure mediche e ricoveri ospedalieri gratuiti, con particolare riguardo per le mamme ed i bambini piccoli;
I quartieri degradati verranno demoliti e nuovi quartieri di periferia saranno costruiti ove tutti possano usufruire di mezzi di trasporto, strade, illuminazione, campi da gioco, asili nido e centri sociali;
Gli anziani, gli orfani, i disabili e gli ammalati saranno presi in cura dallo Stato;
Il riposo, il tempo libero e i momenti di ricreazione saranno un diritto di tutti:
Verranno eliminate le aree recintate ed i ghetti e saranno abrogate le leggi che comportano la separazione delle famiglie.
Vi saranno pace ed amicizia!
Il Sudafrica sarà uno Stato assolutamente indipendente che rispetta i diritti e la sovranità di tutte le nazioni;
Il Sudafrica lotterà per il mantenimento della pace nel mondo e la composizione di tutte le controversie internazionali tramite il negoziato - non la guerra;
La pace e l’amicizia tra tutto il nostro popolo verranno garantite assicurando pari diritti, pari opportunità e parità di status a tutti;
I cittadini dei protettorati di Basutoland, Bechuanaland e Swaziland saranno liberi di decidere da soli del proprio futuro;
Il diritto di tutti i popoli d’Africa all’indipendenza e all’autogoverno verrà riconosciuto e costituirà la base di una stretta collaborazione.
Che tutti quelli che amano il proprio popolo ed il proprio Paese possano dire ora, come noi diciamo qui:
LOTTEREMO PER QUESTE LIBERTÀ, FIANCO A FIANCO, PER TUTTA LA VITA, FINCHÉ NON AVREMO CONQUISTATO LA LIBERTÀ »
LA VERGOGNA DI SOWETO. All’alba del 5 dicembre 1956, Mandela fu arrestato (ma poi liberato in seguito all’assoluzione) insieme ad altri 155 militanti con l’accusa di alto tradimento e di congiura nazionale. Da quel momento in poi, le poche libertà civili rimaste vennero annientate,l’Anc e altri gruppi anti-apartheid furono costretti alla clandestinità e la violenza del governo raggiunse livelli parossistici. Il 21 marzo 1960 la repressione culminò nella strage di Sharpelville: la polizia sudafricana aprì il fuoco sui manifestanti disarmati che protestavano uccidendo 69 persone, molte delle quali colpite alla schiena. Fu proclamato lo stato di emergenza. Ormai l’unica strada rimasta, per gli attivisti anti-apartheid, era quella della lotta armata. Fu creata Umkonto we Sizwe (lancia della Nazione), l’ala militare dell’Anc, che iniziò a compiere atti di sabotaggio contro l’esercito e gli obiettivi del governo, elaborando piani per una possibile guerriglia che ponesse fine al regime. Nel 1961 le Nazioni Unite condannarono apertamente la politica razziale del governo sudafricano, che quello stesso anno fu costretto ad abbandonare il Commonwealt per sottrarsi alla condanna morale degli altri Stati membri. Intanto cresceva la rabbia dei neri, discriminati, sfruttati e costretti a vivere nelle cosiddette Township, le fatiscenti baraccopoli ai margini degli insediamenti bianchi, fatte di capanne di lamiera e spesso prive di servizi igienici, luce e acqua potabile. A Soweto, la più grande township, alla periferia di Johannesburg, si verificò l’evento che oggi molti indicano come l’inizio della fine per l’apartheid. Il 16 giugno 1976 migliaia di studenti neri marciarono pacificamente per protestare contro il decreto governativo che li obbligava a usare l’inglese e l’afrikaans nelle scuole. La polizia li attaccò prima con i gas lacrimogeni, poi sparando ad altezza d’uomo. Fu un massacro: anni dopo un commissione d’inchiesta avrebbe accertato la morte di 575 persone, in gran parte uccise dalle forze dell’ordine. Da allora il 16 giugno è celebrato in Sudafrica come la giornata della gioventù.



Afrikaans, un lingua nuova.
La lingua afrikaans è un idioma germanico di origine nederlandese che si sviluppò tra i coloni boeri a partire dalla seconda metà del Settecento. Attualmente è ancora una delle 11 lingue ufficiali del Sudafrica dove, secondo l’ultimo censimento, è parlato dal 13,5% della popolazione. Nel Paese si parla anche l’inglese, zulu, khosa. Il termine Apartheid, in lingua Afrikaans significa letteralmente separazione.

 UNA NUOVA ERA. Di fronte alle sanzioni economiche e diplomatiche decise dagli Stati Uniti e da altri Paesi occidentali – nel 1980 il Sudafrica fu anche escluso dalle Olimpiadi di Tokyo – il regime di Pretoria dovette infine cedere. Negli anni ’80 il nuovo presidente sudafricano Frederik De Klerk avviò una serie di trattative segrete per la transizione democratica che culminarono l’11 febbraio 1990 con la liberazione di Nelson Mandela, ormai divenuto il leader assoluto della lotta all’apartheid. “Le parti realizzarono che nessuna delle due poteva vincere in assoluto e che, nonostante tutto, avevano bisogno l’una dell’altra. Un ripristino della supremazia bianca era impensabile, ma la maggioranza nera aveva bisogno delle capacità e della competenza dei bianchi” spiega Robertazzi. L’inizio di una nuova era fu suggellato il 27 aprile 1994, quando si tennero per la prima volta elezioni multietniche a suffragio universale. L’Anc conquistò oltre il 62% dei voti. Mandela divenne il primo presidente nero della storia del Sudafrica.  

Frederik de Klerk with Nelson Mandela - World Economic Forum Annual Meeting Davos 1992.jpg
Frederik de Klerk con Nelson Mandela alForum economico mondiale di Davos, gennaio 1992.
Frederik Willem de Klerk (Johannesburg18 marzo 1936) è un politico sudafricanopresidente del Sudafrica dal 1989 al 1994.
A capo del National Party (poi diventato New National Party) dal 1989 al 1997, in qualità di capo di Stato accompagnò il Paese dall'apartheid al post-segregazione razziale, avviando negoziati che si conclusero con l'estensione degli stessi diritti civili dei bianchi a tutte le etnie del Sudafrica e ponendo fine alla trentennale carcerazione di Nelson Mandela, attivista per i diritti delle persone di colore nel Paese.


Intanto nel mondo

IN SUDAFRICA

1913
Viene approvato il Native Land Act. Ai neri non è concesso affittare o possedere terre al di fuori delle riserve indigene.

18 luglio 1918
Nella regione del Transkei nasce rolihlahla Nelson Mandela.

1931
Le donne bianche ottengono il diritto di voto.

1948
Il Partito Nazionale vince le elezioni. Inizia la politica di apartheid.

1974
Il Sudafrica è escluso dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. 

1976
Inizia la rivolta di Soweto. La polizia reagisce con la forza sparando sugli studenti.

1986
Il Presidente degli Stati Uniti, Ronald Regan nomina per la prima volta un uomo di colore come ambasciatore statunitense in Sudafrica.

1992
Con un referendum il 99% dei bianchi approva i negoziati con l’Anc per redigere una nuova costituzione.

1993
Nelson Mandela e Frederik Willem De Klerk ricevono il premio Nobel per la pace.

27 aprile 1994
Si svolgono le prime elezioni multirazziali e a suffragio universale della storia del Sudafrica: Mandela viene eletto presidente.

4 febbraio 1997
Entra definitivamente in vigore la Costituzione del Sudafrica democratico.

2010.
Si disputano in Sudafrica i Campionati del mondo di calcio. Per la prima volta la massima competizione calcistica mondiale viene ospitata in un Paese africano.
ALTRI PAESI

1914
Scoppia la Prima Guerra mondiale.

1922
Nasce l’Unione Sovietica (Urss).

1929
La borsa di New York crolla, causando la rovina finanziaria di milioni di persone.

1933
Adolf Hitler diventa cancelliere della Germania.

1952
In Gran Bretagna inizia il regno di Elisabetta II .

1967
In Grecia inizia la dittatura dei colonnelli. Durerà fino al 1974.

1986
Disastro di Cernobyl. L’esplosione di una centrale nucleare ucraina provoca numerosi morti e sprigiona una nube radioattiva che avvolge l’Europa.

3 ottobre 1990
Riunificazione della Germania.

1994 genocidio in Ruanda. Le vittime sono di tenia tutsi.

11 settembre 2001
Attentati alle Torri Gemelle di New York e al Pentagono a Washington. Muoiono complessivamente circa tremila persone.

4 novembre 2008
Il senatore democratico Barack Obama viene eletto 44° presidente degli Stati Uniti.
SOCIETA’ E CULTURA

14 aprile 1912
Il transatlantico britannico Titanic urta contro un iceberg e affonda. Muoiono 1518 persone.

1915
Albert Einstein formula la teoria della relatività.

1934
Luigi Pirandello vince il premio Nobel per la letteratura.

1949
Lo scrittore e giornalista britannico George Orwell pubblica 1984.

1954
La cagnetta Laika imbarcata a bordo della capsula spaziale sovietica Sputnik 2, è il primo animale lanciato in orbita nello spazio.

1986
L’alpinista italiano Reinhold Messner conclude l’impresa di scalare tutte le 14 montagne superiori agli ottomila metri.

1992
Viene firmato nei Paesi Bassi il Trattato di Maastricht (o Trattato dell’Unione Europea), che fissa regole politiche, economiche e sociali per l’adesione dei vari stati all’Unione.

1998
Il 4 settembre nasce Google.

2008
L’ultima fabbrica di casse VHS annuncia la fine della produzione. Il sistema di riproduzione di video va in pensione dopo 33 anni di vita.

Articolo in gran parte di Riccardo Michelucci pubblicato su Focus Storia n. 141 altri testi e immagini da Wikipedia

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