mercoledì 5 settembre 2018

L'era delle grandi cattedrali.

L’era delle grandi cattedrali.
Il Gotico nacque nell’Ile-de-France, la zona più restia ad accogliere l’influsso dell’arte romanica. Lì si sviluppò un’arte di ingegneri, promossa dal genio organizzatore dell’abate Sugerio di Saint-Denis.

L’abate Sugerio, pianificando la costruzione di una nuova chiesa per la corona di Francia e come favore al re Luigi VII, di cui fu tutore – propose di aprire alcuni vani per lasciare entrare la luce. Saint-Denis l’archetipo politico-religioso e mistico delle cattedrali gotiche francesi, massima testimonianza della monarchia capetingia. Seguirono poi Parigi, Chartres, Reims, Amiens….Saint Denis è quindi la prima abbazia gotica, così come Sens è la prima cattedrale, mentre le prime sculture realizzate con questo stile sono quelle delle facciate occidentali di Saint-Denis e Chartres. I loro costruttori sono vescovi: Enrico di Sens, Goffredo di Chartres e Sugerio stesso, che mantenevano tra loro un rapporto di amicizia ed erano alleati per le loro convinzioni politiche ed ecclesiastiche. L’arte gotica nacque per risolvere importanti problemi tecnici e riuscì nel suo intento, ma non a tal punto da poter essere considerata un’architettura infallibile, come una certa mitologia moderna vuole farci credere. Sicuramente Chartres non ha alcuna crepa e rimane salda con il passare dei secoli. Invece il coro della cattedrale di Beauvais crollò dodici anni dopo la sua costruzione e questo evento ebbe una risonanza tale che molti architetti rinunciarono a concludere cattedrali importanti come quella di Milano o Colonia, che dovettero attendere il revival del XIX secolo per vedere il loro completamento.



Orologi astronomici. Molte cattedrali furono dotate di orologi astronomici, soprattutto a partire dal XIV secolo. Naturalmente, questi orologi rispecchiano le conoscenze dell’epoca e, pertanto, è il Sole che gira intorno alla Terra. Nella foto orologio astronomico della cattedrale di Strasburgo


Chartres, l’apogeo del gotico.


la rosa nord
Anche se nacque nell’XI secolo come chiesa romanica, verso la metà del secolo successivo furono costruiti gli elementi che trasformarono Chartres in una delle principali cattedrali gotiche d’Europa: la sua facciata e le due torri occidentali, le tre facciate intagliate e i grandi finestroni decorati con le vetrate più belle dell’arte gotica. La cattedrale continuò ad arricchirsi nel Rinascimento, come si può apprezzare nell’abside del coro.

il recinto del coro
  
NERVATURE E ARCHI. La caratteristica principale dello stile gotico fu la nervatura funzionale: le nervature degli archi diagonali e traversali che coprivano ogni vano della navata formavano una leggera armatura su cui poteva poggiare una sottile volta in muratura. Ogni vano si trasformò in un’unità strutturale che sosteneva il peso e le spinte convogliate verso il basso dagli archi che partivano dai loro pilastri e che erano sostenuti a loro volta dai contrafforti dei rispettivi vani delle navate laterali e dagli archi rampanti, applicati ai muri nel punto in cui aveva origine ogni arco traversale. L’arco rampante era stato utilizzato in alcune chiese romanico-normanne ma fu nel Gotico che acq
uisì tutta la sua efficacia, poiché rese evidente questo contrafforte dove prima era nascosto e fece in modo che si staccasse da terra e si lanciasse nello spazio aperto, al di sopra del soffitto della navata laterale, sostenendo direttamente il muro del sottotetto. La prima volta che fu utilizzato questo procedimento fu nel 1150 nella Cattedrale di Noyon, ma solo vent’anni dopo era diventato la tecnica preferita di tutti i costruttori di cattedrali gotiche. Se ne fecero di composti, in modo che dessero il loro appoggio in due o più punti e anche tra loro: si decorarono inoltre con pinnacoli i loro pilastri e a volte, come nel caso della cattedrale di Reims, si dimostrò che almeno un angelo poteva sostenersi sulla punta di un pinnacolo.
Inoltre, l’arco a sesto acuto divenne il segno esterno e visibile di quest’arte, anche se inizialmente non fu così necessario come gli archi rampanti. In realtà, era già stato utilizzato in precedenza: il primo esempio certo appare a Qasr ibn Wardan, in Siria, intorno alla metà del VI secolo, seguito dalla Cupola della Roccia e dalla Moschea di Al Aqsa, a Gerusalemme; è probabile che da lì l’arco a sesto acuto sia poi giunto in Occidente, salvo che si trattasse di un’invenzione degli stessi costruttori delle cattedrali allo scopo di risolvere alcuni problemi meccanici dei progetti architettonici, come quello di far arrivare a una stessa altezza archi di lunghezze diverse. L’ogiva risolse anche un altro problema: siccome le navate laterali erano più strette di quella centrale, il vano di una navata laterale era più lungo che ampio; il vertice dei suoi archi traversali sarebbe rimasto quindi più basso di quello degli archi diagonali se non fossero stati appuntiti gli archi traversali o elevati a un’altezza tale da distruggere l’’armonia della loro curva ascendente con quella degli archi diagonali. L’ogiva offriva anche una soluzione simile per il difficile compito di coprire il deambulatorio dell’abside con una volta fatta di archi a vertici livellati, dove il muro esterno era più lungo di quello interno e ogni vano formava un trapezoide la cui volta non si sarebbe potuta progettare senza l’arco a sesto acuto.

Cattedrale di Noyon,


Notre-Dame di Parigi,
vasta armonia di pietra e luce.
Protetta dalla Vergine Maria, come la maggior parte delle cattedrali gotiche, la cattedrale di Parigi ha nel portico della facciata principale un pilastro con delle allegorie scolpite, che testimonia la partecipazione delle scienze medievali alla sua costruzione. I tre portali ogivali sono uniti dalla parte superiore da una fila di nicchie reali e, nella parte inferiore, dallo stilobate, la cui decorazione è dedicata all’alchimia o scienza ermetica dei costruttori. (maçons: muratori). La facciata ha nel centro il rosone affiancato da due finestre. Sopra, una galleria di arcate tribolate sostiene una piattaforma su colonne snelle, estesa fra le moli buie delle torri coperte con tetti a una falda di ardesia. Come tutte le chiese, l’abside in testa alla croce latina è orientato a ovest, di modo che il visitatore entri dal buio  a occidente settentrionale e si diriga verso l’oriente meridionale, dove sorge il sole e dove si trova Gerusalemme, culla del cristianesimo.    
 Notre Dame de Paris DSC 0846w.jpg

Nella foto: facciata di Notre-Dame si iniziò a costruire nel 1163 e si concluse quasi due secoli dopo, anche se in seguito furono apportate numerose modifiche.

GUGLIA. Il gallo che coronava la guglia nel XIX secolo conteneva tre reliquie: una di San Dionigi (St. Denis), un’altra di santa Géneviève, patrona di Parigi e un pezzo della corona di spine di Cristo, che comprò Luigi IX a Costantinopoli.
PORTALE DELLA VERGINE. Ha due architravi: in basso, re, profeti di Israele e Arca dell’Alleanza, sopra la statua della Vergine con il Bambino che schiaccia il serpente, sopra è presentata la dormizione (morte) della Vergine in presenza di Cristo, degli angeli e degli apostoli.

ARCHI RAMPANTI. Nel 1220, quando si costruì una nuova copertura più pesante – di piombo – si collocarono degli archi rampanti, la cui funzione era trasmettere la spinta delle volte a un contrafforte esterno. Questo permise di aprire grandi vani che furono coperti con ‘pareti di luce colorata’.
COPERTURE E TETTO. Le strutture di legno che sostengono il tetto di Notre-Dame richiesero l’abbattimento di 1300 castagni in un’estensione di 24 ettari di bosco della regione parigina. Ci sono un paio di coperture di ardesia, ma i soffitti sono ricoperti di piombo.
ROSONI. Quello della facciata di 13 m. di diametro raccoglie 80 scene dell’Antico Testamento intorno all’immagine della Vergine. Anche le facciate nord e sud del transetto hanno rosoni di vetrate delle stesse dimensioni. Quello occidentale ha un diametro di 9 m.

NAVATE. Il braccio maggiore della croce , che si innalza tra i 43 e 33 metri dal suolo, ha una lunghezza di 60 m. e una larghezza di 13 m. Può ospitare 9000 persone nella navata centrale e altre 1500 in quella laterale.
CORO E ABSIDE. Dietro il coro, che ha una lunghezza di 38 m. e un’ampiezza di 12 m. si estende un’abside semicircolare con sette deambulatori. Questo elemento architettonico fu eseguito nella prima fase costruttiva della cattedrale (1163-1250)
FACCIATA. La facciata ha un’ampiezza di 43,5 m. e un’altezza di 45 m. (quella delle torri è di 69 m.) e tre portali. Quello centrale, ingresso principale del tempio, è decorato con scene del Giudizio Finale: morti che escono dalle loro tombe risvegliati da angeli, l’arcangelo Michele che pesa le anime.

            
FINESTRE E ROSONI. L’Applicazione dell’ogiva alle finestre mise fine alla necessità di disporre di muri spessi. Lo spazio tra ogni punto d’appoggio e il successiva o subiva una spinta relativamente piccola; lì si sarebbe potuto assottigliare il muro o semplicemente eliminarlo. Un’apertura così ampia non poteva adattarsi senza pericolo a una sola lastra di vetro. Lo spazio fu pertanto diviso in due o più finestre, che rimanevano inserite sotto un arco di pietra; il muro esterno, come quello della navata centrale, fu trasformato in un’arcata. Per risolvere i numerosi problemi che potevano essere causati da questo genere di finestre, intorno all’anno 1170 i costruttori delle cattedrali idearono delle decorazioni geometriche traforate, perforarono cioè la pietra di modo che rimanessero delle sbarre di pietra disposte a creare disegni decorativi e riempirono gli spazi vuoti, così come per le finestre , con vetri colorati. Queste decorazioni geometriche utilizzarono disegni sempre più complessi, le cui linee predominanti diedero il nome a differenti stili e periodi dell’architettura: geometrico, curvilineo, perpendicolare, flamboyant… Simili procedimenti applicati alla superficie del muro sui portici produssero i grandi rosoni, uno stile inaugurato nella cattedrale di Notre-Dame nel 1230, che raggiunse poi la perfezione nella cattedrale di Reims e nella Sainte-Chappelle.

La Sainte-Chapelle di Parigi, il gioiello del Gotico di re Luigi IX
SteChapelle von N.JPG
L’ultimo imperatore latino, Baldovino II di Courtenay, oppresso dalle difficoltà economiche, volle vendere a Luigi IX di Francia la corona di spine di Cristo e un pezzo della Vera Croce. Luigi IX impiegò due anni per convincersi dell’autenticità delle reliquie che sarebbero state conservate nella futura Sainte-Chapelle e alla fine pagò a Baldovino la somma di 135.000 libbre d’oro.
Luigi IX ordinò di costruire a Parigi una chiesa che fosse degna d’ospitare le reliquie appena comprate. Nacque così un’opera d’arte – non si sa se sotto la direzione di Pierre de Montreuil o di Jean de Chelles – che oggi è considerata l’apogeo dell’arte gotica. L’opera muraria si limita agli elementi strutturali del tempio (pilastri a sostegno delle volte e arcate su cui queste poggiano) per lasciare il maggior spazio possibile alle “pareti di luce”: le vetrate, ricche di colori. Queste ultime hanno numerosi fiordalisi dorati su campo azzurro e torri di Castiglia d’oro su rosso – blasoni parentali – e sono distribuite nelle otto finestrone a quattro ogive della navata, le sette finestre a due ogive che chiudono l’abisde e il grande rosone della facciata. L’opera vanta un impressionante genio pittorico e narra 98 scene dell’Antico Testamento e 14 del Nuovo Testamento, che terminano con l’Apocalisse rappresentata nel grande rosone occidentale.  La Sainte-Chapelle, edificato tra il 1242 e il 1248, unisce due templi: uno per il popolo e l’atro per il re e la sua corte.  
Particolare della vetrata della Vita di San Giovanni Evangelista


Le vetrate dell'abside

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Nella foto la cattedrale di Ely. Ha una pianta a croce e una navata centrale di 75 metri, che la rende la basilica più grande d’Inghilterra. Fu costruita tra l’XI e il XII secolo.

L’EMBLEMATICA CHARTRES. Questi procedimenti costruttivi si diffusero via via e diedero vita a un’arte estesa in tutta Europa, anche se ai suoi esordi era chiaramente l’espressione della cultura francese. Anche se l’abbazia di Saint-Denise è il primo movimento pienamente gotico, il vero e proprio impulso di questo stile architettonico bisogna situarlo nella cattedrale di Chartres. È significativo che tutti i procedimenti di questo stile furono collaudati in questa cattedrale, eretta in una piccola città a sud-ovest di Parigi, ma al di fuori del dominio reale, nel mercato della Bauce, il granaio di Francia. E questo perché il gotico risponde essenzialmente alla prodigiosa crescita agricola del XII secolo e al desiderio di trovare nelle innovazioni tecniche, nell’arte di alcuni audaci ingegneri, l’espressione di una spiritualità che vede i principali attributi di Dio nella luce, nella misura e nel numero.
Ma Chartres è prima di tutto una cattedrale mariana, trasformata in meta di pellegrinaggio di zoppi, ciechi, malati e afflitti che cercavano di mettersi sotto la protezione della Vergina Maria, la madre di Dio. Ed è anche una cattedrale che nasce da un sogno collettivo, dopo che nel 1194 bruciò l’edificio romanico iniziato nell’anno 1020 dal vescovo Fulberto. Quel disastro provocò l’arrivo massiccio di lavoratori e risorse materiali, pietre e oggetti liturgici, che permisero di erigere una nuova cattedrale in pochi anni. Intorno al 1224 si riteneva conclusa la ricostruzione del corpo principale e Chartres tornava a essere ancora una meta di pellegrinaggio. Lo sconosciuto architetto della cattedrale aveva progettato di terminare con le torri non solo i lati della facciata occidentale, ma anche i portici della navata traversale e l’abside. Si costruirono solamente due torri sulla facciata: il vecchio campanile (le clocher vieux) a nord, che bruciò due volte (la sua ultima costruzione risale agli inizi del XVI secolo e fu realizzata da Jean de Beauce in stile gotico flamboyant).
Tuttavia l’importanza di Chartres risiede nelle sue sculture e vetrate . ce ne sono a migliaia: solo nei portici se ne contano circa 2000 e poi si trovano da tutte le parti, a grandezza naturale, anche dove si accede a fatica. Si distingue soprattutto il Cristo del portico centrale, che abbandona il tono severo del Giudizio Finale proprio nell’arte romanica e si mostra con una serena maestà tra una moltitudine allegra, con la mano tesa per benedire i fedeli e che entrano dalla porta che si trova ai suoi piedi. Adesi agli archi dei portici ci sono diciannove profeti, re e regine, che simboleggiano la profondità filosofica della scuola di Chartres. Le facciate e i portici della navata traverse, a nord e a sud sono considerati i più belli dell’architettura gotica.
Una scena del recinto del coro: ilMassacro degli Innocenti

L’ESPANSIONE IN FRANCIA. Chartres creò un modello per tutta l’Europa che cominciò a diffondersi, logicamente nella stessa Francia. Si costruì allora una serie di cattedrali che appartengono a quello che è considerato il periodo classico dell’arte gotica. Intorno all’anno 1200 si edificarono, seguendo questo modello, quelle di Amiens, Reims, Rouen e Bourges, con la sua grande navata centrale e le quattro navate laterali. Nel portico occidentale di Amiens si trova il famoso Bon Dieu e nel portico sudla Vierge dorée, che sorride mentre contempla il Figlio che gioca con una palla. Vide anche la luce in quel periodo Mont Saint-Michel, con la Marveille, il monasero stabilito nella fortezza che si eleva su un’isola rocciosa di fronte alla costa della Normandia.
A partire dal 1250 si inaugurò una nuova epoca, tendente agli eccessi, con Beauvais, Saint-Urban di Troyes, Clermont, Limoges, Rodez e soprattutto la Sainte-Chapelle di Parigi, un vero e proprio reliquiario di vetro, la cui costruzione fu ordinata da Luigi IX e realizzata in soli tre anni (1245-1248) in cui le 1134 scene che decorano le sue vetrate si mangiano letteralmente i muri. Da Chartres all’Isola di Francia, l’arte gotica passò alle provincie francesi e poi si diffuse fino in Inghilterra, Svezia, Spagna e Germania. Ovunque quest’arte era chiamata francigenum, opera dei Francesi. 

Geometri e tagliapietre: una professione iniziatica.
Sin dall’antichità, gli artigiani e gli operai edili si riunirono in associazioni professionali o corporazioni, sia per praticare il mestiere, sia per difendersi dai loro padroni. Nel Medioevo la corporazione dei costruttori comprendeva diversi gruppi, confraternite, mestieri e gilde. I muratori, che preparavano i muri, e i tagliapietre, che lavoravano la pietra, e poi i carpentieri, i vetrai, i fabbri… erano tutti impegnati e coivolti nel costruire cattedrali, castelli, monasteri, ponti e palazzi. Il capitolo VIII del Livre des Métieres stabilito da Luigi IX, riguardante i muratori e i tagliapietre, ne garantisce le libertà e i diritti e ci informa che essi sono organizzati in tre categorie gerarchiche: apprendisti, compagni e maestri. L’apprendistato poteva protrarsi per lungo tempo, mentre il compagno diventava maestro soltanto dopo aver realizzato un capolavoro. La formazione era iniziatica e consisteva in una accesso progressivo ai segreti della professione. I costruttori, o massoni, erano cristiani, ma oltre che dal Cristianesimo erano uniti dalla solidarietà corporativa internazionale. Nelle loro associazioni si trasmettevano i segreti del mestiere, che riguardavano le scienze, (matematica, geometria, fisica, alchimia, proto chimica). Tale è la massoneria operativa, sulla cui basi si creò, a partire dal XV secolo, la massoneria speculativa.   

Facade de la Cathédrale de Reims - Parvis.jpg

Nella foto: Notre-Dames de Reims. Il tempio dove battezzarono il re Clodoveo nel 498 fu distrutto da un incendio nel 1210: si costruì una nuova cattedrale, gotica, straordinaria per le sue vetrate. Furono distrutte in buona parte dalla prima guerra mondiale e artisti come Marc Chagalll le sostituirono con le loro vetrate.

IL GOTICO IN INGHILTERRA. In Inghilterra, l’introduzione dell’arte gotica cominciò come naturale evoluzione dell’ultimo stile romanico-normanno, quello delle cattedrali di Durham e Gloucester, quello delle abbazie di Fountains e Malmesbury. Il re Enrico III d’Inghilterra ne fu il promotore e colui che impoverì il suo popolo per ottenere le risorse con cui costruire l’abbazia di Westminstere pagare la scuola di artisti (costruttori, scultori, pittori, miniaturisti, orafi) che riunì intorno alla sua corte per mettere in atto i suoi progetti. Il risultato fu un’opera molto in stile francese, sul modello di Reims e Amiens, comprese le sculture del portico settentrionale o del triforio. Il gotico inglese si divide in tre periodi: primitivo (1175-1280), decorato (1280-1380) e perpendicolare (1380-1450). Le facciate e i portici sono semplici: Lincoln e Rochester hanno alcune sculture, Wells molte di più, ma niente al confronto di quello francese. le torri sono più massicce che alte, anche se a Salisbury, Norwich e Lichfield raggiungono un’altezza importante. Nemmeno l’altezza interna fu uno dei suoi obbiettivi, fatta eccezione per Westminster e Salisbury, poiché il modello più comune prevedeva una volta bassa, come nel caso di Gloucester ed Exeter. Erano cattedrali più lunghe del solito, che conservavano l’abside quadrato dello stile anglosassone prescindendo dalla conveniente applicazione francese dell’abside poligonale o semicircolare.
Gli incendi servirono a sostituire la vecchia architettura romanica-normanna con una di stile gotico, come successe a Cantembury davanti allo stupore della gente, poiché questa chiesa si era trasformata in un importante centro di pellegrinaggio dopo l’assassinio di Thomas Becket, che la Chiesa aveva elevato agli altari. I monaci affidarono la ricostruzione del coro a Guglielmo di Sens, un architetto francese che era diventato famoso con la costruzione della cattedrale della sua città natale. Altri casi singolari furono la decisione del vescovo Hugh de Lacy di costruire la cattedrale di Lincoln, che era anch’essa bruciata. Lì fu realizzato il coro degli angeli, il prodotto più bello dell’arte umana, come disse si William Osler, un uomo di scienza inglese dell’epoca.



Nella foto: La cattedrale di Lincoln. Il suo primo edificio fu un’iniziativa di Guglielmo il Conquistatore ma un terremoto lo distrusse nel 1185. il secondo risale al 1192-1245 ed è un esempio eccelle di architettura gotica.

IL GOTICO CENTROEUROPEO. In Germania il gotico entrò attraverso due vie. Una passò da nord, partendo dalle Fiandre, che avevano importato il gotico francese precocemente nelle chiesa di Santa Gudula di Bruxelles, di San Bavone di Gand o di San Rombaldo di Malines. Per quanto riguarda la cattedrale di Bruges, con il suo straordinario campanile, fu anch’essa un modello per la Germania. La seconda via d’ingresso fu est, attraverso Strasburgo, dove si distingue il rosone della sua cattedrale, di grandi dimensioni e splendore. Le due vie si unirono in fiorenti costruzioni a Bamberga, Friburgo, Marburgo, Ratisbona, Naumburg e soprattutto Colonia. Nell’anno 1284, Corrado di Hochstaden, arcivescovo di Colonia, mise la prima pietra della cattedrale più famosa ma meno tedesca della Germania. L’archetipo fu la cattedrale di Amiens e seguì passo passo i modelli francesi. Le linee della facciata sono rette e dure ma le colonne alte e snelle della navata e le finestre brillanti creano un interno luminoso e caldo. Dopo la Germania, l’opus ffracigenum conquistò quasi tutta l’Europa: entrò in Spagna attraverso il Cammino di Santiago e costruì cattedrali seguendo il modello francese a Burgos, Leon, e Avila; anche a Toledo, pur con alcuni tratti caratteristici della tradizione mudéjar. Lo stesso accadde in Scandinavia, dove Stefano di Bonneuil diresse intorno al 1287 la costruzione della cattedral di Uppsala. A Praga, l’imperatore Carlo IV chiamò Matthias di Arras per dirigere la costruzione della cattedrale, seguendo l’esempio di quella di Narbona. Anche in Ungheria costruirono i Francesi, compreso Villard de Honnecourt; da parte sua, il poco conosciuto capomastro Jean de Saint-Dié costruì  a Klasenburg (Cluj-Napoca) e Kascau (Kosice).
Bamberger Dom BW 6.JPG


Nella foto la Cattedrale di Bamberga nel 1007 l’imperatore del Sacro impero Enrico II fece di Bamberga la sede di una diocese separata da Wurzburg e nel 1012 si consacrò la nuova cattedrale di stile Tardo romanico (transizione al Gotico) dotata di torri molto alte, che assunse la sua forma definitiva solo nel XIII secolo, il periodo di massimo splendore e influenza politica della diocesi.

Avversari e sostenitori.
L’espressione arte gotica fu inventata agli inizi del Rinascimento e aveva inizialmente un senso dispregiativo. Gli eruditi rinascimentali, entusiasti dei canoni estetici greco-latini giudicarono il gotico una pura barbarie. I romantici lo riscoprirono con ammirazione e entusiasmo, considerandolo uno degli stili dell’architettura e dell’arte che più influirono sulla storia dell’Occidente. In architettura è caratterizzata dall’arco ogivale, dalla volta a crociera e dagli archi rampanti, che permettevano di elevare l’altezza delle chiese e delle cattedrali e forare i muri in grandi vani destinati a vetrate, filtrando la luce solare attraverso le figure dipinte in vetro pigmentato. Negli interni si diffuse la pittura su legno in sostituzione all’affresco romanico e i mosaici nelle aree di influenza orientale e bizantina. Le facciate delle cattedrali si riempirono di statue e l’immaginario visivo, di mostri demoniaci e truculenta realista.

LA PARTICOLARITA’ ITALIANA. Il caso dell’Italia è diverso. Lì si chiamò gotico lo stile tedesco perché lo si associava alla presenza dell’impero in queste terre. Ma ben presto fu adattato ai gusti locali e nacque così un gotico davvero particolare, legata in una certa misura all’arte bizantina nelle chiese e nelle cattedrali di Orvieto, Siena, Assisi e Firenze. Si utilizzò il marmo invece della pietra e non si presero in considerazione le guglie come mezzi di sostegno, preferendo insistere sui piani orizzontali. Inoltre in Italia l’arte gotica si utilizzò molto presto nell’architettura civile. Palazzi comunali, mura, porti e torri delle città, palazzi di mercanti e altri edifici presero la forma o la decorazione gotica. Perugia iniziò il suo Palazzo dei Priori nel 1281, Siena il Palazzo Pubblico nel 1289, Bologna il Palazzo Comunale nel 1290 e Firenze il singolare Palazzo Vecchio nel 1289.
Fu proprio a Firenze che lo stile costruttivo del gotico italiano raggiunse la sua massima singolarià. Nel 1294, Arnolfo di Cambio iniziò la chiesa della Santa Croce; conservò la pianta basilicale, senza crociera e con tetto piatto di legno ma adottò l’arco a sesto acuto per le finestre, l’arcata della navata e la facciata di marmo. Dopo il successo ottenuto, la Signoria gli affidò la costruzione della cattedrale. Fu un’impresa enorme che richiese di unire il patrimonio di tutte le corporazioni della città. Alla sua morte, i lavori furono diretti da Giotto e, in seguito, da Andrea Pisano e ben presto il Duomo fu battezzato Santa Maria del Fiore, una costruzione immensa che costò concludere ma che risultò ancora piccola per il pubblico che accorreva ad ascoltare i sermoni di Savonarola.
L’arte gotica, in definitiva, divenne l’espressione culturale dell’Europa,mentre si consolo divano le sue nazioni e le sue lingue. Il suo costante rinnovamento e l’adattamento ai cambiamenti della storia le permise di mantenere la sua egemonia nel corso di quasi quattro secoli, esprimendo con la sua bella decorazione un mondo in eterna primavera: germogli, fiori, giardini e boschi. Gli edifici furono dotati anche di una pittura e di un’oreficeria di grande valore e incidenza nella società. Il gusto per l’oggetto divenne nell’arte gotica l’espressione di una spiritualità ritrovata. In questo modo si raggiunse la coscienza di milioni di persone. In ogni caso, fu il suo grande adattamento ai cambiamenti storici e alle diverse geografie in cui si sviluppava a favorire quest’arte. Raggiunse l’apice nello stile perpendicolare inglese, nel flamboyabt francese, nell’internazione e, soprattutto, nel borgognone del XV secolo, che offrì capolavori di architettura, miniatura, scultura e oreficeria. L’arte gotica raggiunse un’ultima sintesi alle soglie dei tempi moderni nell’arte della Corona di Castiglia, nello stile Tudor in Inghilterra e nel manuelino in Portogallo, che diede le ultime grandi produzioni di questo stile prima dell’arrivo del potente revival che si manifestò nel XIX secolo e che è conosciuto come neogotico.
Santa Maria del Fiore.jpg

Articolo in gran parte su Speciale Storica National Geographic i regni cristiani e le crociate. Altri testi e immagini da Wikipedia. 


ringrazio La Giovine Storia per il contributo suggerito sul gruppo Facebook il medioevo non è stata un'epoca buia. 
La Giovine Storia

IL MEDIOEVO e L'ARCHITETTURA GOTICA
L’epoca che si designa con il termine “Gotico” è molto estesa, essendo un termine usato per indicare opere databili dal 1140 al 1540 circa e, più liberamente, definisce la civiltà del tardo Medioevo. Il gotico nacque in Francia per poi diffondersi in tutta Europa, in modo particolare in Germania e in Inghilterra. Questa che vedete è per esempio lo schema della CATTEDRALE di LEON in Spagna (iniziata nel 1205) che ci fa capire quanto si sia diffusa l'architettura gotica in Europa.
La grande rivoluzione del Gotico sta nell'architettura delle chiese con un innalzamento degli edifici,un forte verticalismo dello spazio, uno scheletro che evidenzia gli elementi portanti, uno svuotamento delle superfici non portanti ossia delle pareti e la presenza di grandi vetrate istoriate.
L'ARTE GOTICA e LA STORIA
Si parla spesso delle caratteristiche visive dell'arte gotica, in questo post invece andremo a vedere perché STORICAMENTE nasce. Se per l'architettura romanica, precedente alla gotica,avevamo detto che i motivi erano legati sia al ripopolamento delle città con il riaffiorare dei commerci che spingevano a costruire Cattedrali grandi sia al boom dei pellegrinaggi che portavano alla necessità di costruire appunto chiese grandi e solide dal punto di vista architettonico e prive di legno per evitare incendi e consentire ai pellegrini di sostare in luoghi più sicuri.
Per quanto riguarda invece il gotico, la sua nascita era legata allo sviluppo di dibattiti teologici ed artistici tra vescovi e teologi del tempo che volevano inserire nell'edificio religioso elementi che parlassero di Dio, di Cristo, delle Sacre Scritture dal punto di vista visivo proiettando i fedeli in un'atmosfera di amena trascendenza.
Queste idee vennero espresse per la prima volta dall'abate francese SUGERIO (1080 o 1081 – 13 Gennaio 1151) , abate della BASILICA di SAINT-DENIS a Parigi e che inserì ciò che aveva inizialmente solo scritto in alcuni suoi libri nel progetto riguardante i lavori di ristrutturazione della stessa Basilica di Saint-Denis (1136 / 1281) che divenne nel mondo il primo esempio di ARCHITETTURA GOTICA.
L'ABATE SUGERIO e SAINT-DENIS
La Basilica di Saint-Denis rappresenta la prima opera assoluta dell'Architettura gotica, dove il suo creatore, l'abate Sugerio, impiegò per la prima volta l'arco acuto e gli archi rampanti. Modello che poi si irradiò in tutta l'Europa medievale e che da Arte franciliana venne più conosciuta come Arte gotica.
Sugerio, di umili origini, frequentò la scuola di Saint-Denis-de-l'Estrée, dove strinse amicizia con il futuro re di Francia, Luigi VI, del quale divenne consigliere politico e inviato diplomatico (successivamente anche del figlio Luigi VII). Questo ottimo rapporto con i Re di Francia gli permisero di poter dar vita alle opere di ristrutturazione di Saint-Denis delquale sarebbe divenuto abate.
Inizialmente scrisse due opere dedicate l'una all'edificazione del monumento e l'altro alla sua consacrazione, in cui rivela i significati della nuova estetica gotica ed espose una simbologia della luce.
L'inedita preponderante presenza di vetrate nella rosa di cappelle absidali inondava l'ambiente di luce, a simboleggiare la grazia divina, in accordo col rinnovato interesse per il movimento neoplatonico (scuola di San Vittore) cui Sugerio aderì.
Abbandonate tutte le linee orizzontali e lasciato il posto a costruzioni proiettate verso l'alto, nell'idea del congiungimento a Dio, al fine di dare forma a questi principi, fu impiegata una nuova tecnica di costruzione che riducesse il sistema costruttivo a una sorta di scheletro portante, proiettato verticalmente e aperto alla penetrazione della luce. L'elemento costruttivo caratteristico del gotico fu individuato nell'arco rampante, utilizzato all'esterno, per scaricare a terra la grande componente orizzontale dell'arco a sesto acuto utilizzato negli interni.
La riforma di Saint-Denis compiuta nel 1127 valse a Sugerio una lettera gratulatoria da parte di San Bernardo, inizialmente contrario a questa nuova architettura ma che poi infine apprezzò.

1 commento:

  1. Oggi ci sembra impossibile, ma fino a non molto tempo fa i vetri alle finestre erano impensabili. Anche le cattedrali romaniche ne erano sprovviste, almeno le più antiche, come testimoniano le strombature delle finestre, che devono permettere alla luce di diffondersi nell'ambiente dopo essere entrata attraverso una stretta feritoia. Le finestre rimanevano quindi apertee. In caso di maltempo l'unico rimedio era chiuderle con un'impannata di vetro, lasciando l'interno al buio; oppure con tela cerata, che lasciava filtrare un po' di luce.
    La produzione di lastre di vetro era un'operazione tutt'altro che banale. L'unico modo di lavorazione del vetro che si conoscesse era la soffiatura. Per ottenere una lastra, bisognava gonfiare un grosso bottiglione cilindrico; poi, mentre il vetro era ancora pastoso, tagliarlo e stirarlo. Un metodo alternativo consisteva nel produrre grossi vasi larghi a base piatta; anche in questo caso se ne ritagliava una porzione per avere un pezzo di lastra. Le lastre così ottenute erano di piccole dimensioni e con superficie piuttosto irregolare; tutto il procedimento era molto faticoso e costoso. Le cattedrali gotiche nascono quando si ha a disposizione vetro sufficiente per chiudere grandi aperture con pezzi di vetro tenuti insieme da un'armatura metallica.
    Solo molto lentamente l'uso di finestre di vetro si diffonde nell'architettura civile. Ancora nel '700, il vetro per finestre è un lusso. Finalmente con la rivoluzione industriale si riescono a produrre lastre di vetro di grandi dimensioni. un grazie a Maurizio Pistone

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